Rassegne stampa

Lucilla Giagnoni
25-07-2017 Rassegne stampa

Intervista a Lucilla Giagnoni, protagonista e madrina del nostro evento a Teatro

a cura di Stefania Tromba

Lucilla Giagnoni sarà protagonista dell'evento "35 anni di innovazione: storie di imprese e di persone" che si terrà il 22 settembre al Teatro Civico di Vercelli, in occasione del 35 esimo compleanno di Soluzioni EDP (Scopri di più ed iscriviti).

Soluzioni EDP nella creazione di questo format originale e che mescolerà poesia, comicità e celebrazioni, ha voluto coinvolgere l'attrice Lucilla Giagnoni, affidandole un compito molto speciale: mettere in scena la storia di Soluzioni EDP! Cercare di raccontare l'origine, le storie, la storia di quest'azienda, quasi come una fiaba. Cercando di mischiare il linguaggio teatrale e poetico con quello (apparentemente) ermetico e distante dell'informatica.. cosa ne scaturità??.. Non vi resta che iscrivervi e partecipare all'evento per scoprirlo!!

• Domanda: Che cos’hanno in comune il teatro e un’azienda informatica?

L.G.: C’è un rapporto stretto tra ciò che offre il teatro e ciò che offre un’azienda, infatti il teatro è frutto di un lavoro, non esiste il teatro in solitudine, ha bisogno sempre di un’utenza (lo spettatore) che nell’azienda diventa il cliente. Lo spettatore è infatti anche un cliente. A teatro, anche se c’è una sola persona sul palco, ci sono molte persone che lavorano dietro le quinte. Anche la forma teatrale più semplice è fatta da un team. Anche nella società l’idea di team è l’idea vincente. Qual è l’azienda che porta la stessa leggerezza del teatro? La stessa leggerezza che deve avere il teatro, perché non può diventare cementificato, deve averla l’azienda informatica: progettazione, invenzione, innovazione e linguaggio. Tra il teatro e l’azienda informatica c’è un connubio di fratellanza. L’azienda ha poi bisogno di essere narrata perché deve comunicarsi, il teatro ha bisogno di tecnologia, è diventato molto tecnologico. Anche il teatro, linguaggio più antico del mondo, ma anche il primo linguaggio che un bambino acquisisce come consapevole, usa ciò che l’informatica offre come supporto tecnologico.

• Cos’è scaturito dall’incontro di questi due mondi?

L.G.: E’ scaturita un’innovazione nel teatro, la possibilità di fare teatro anche in luoghi impervi. Una grande rivoluzione nel teatro moderno è stata all’inizio del 1900, la luce elettrica, prima i teatri erano illuminati da fiaccole dal basso verso l’alto, dopo si sono potute fare scenografie di luce. Prima era un teatro di intuizione, lo spettatore doveva immaginare molto. Oggi grazie alla tecnologia il teatro si è alleggerito ulteriormente. Non solo dal punto di vista dell’immagine ma anche dal punto di vista del suono, si possono fare allestimenti fonici dove lo spettatore è circondato, immerso nel suono (un po’ come il sistema di home theatre). Quindi, il linguaggio più antico del mondo grazie alla tecnologia ha continuato ad essere contemporaneo e ad essere un’esperienza unica che richiede qualcosa che ancora non può essere sostituito, cioè la compresenza del narratore e dello spettatore nello stesso spazio. Resta l’elemento di unicum del teatro, non puoi vederlo da casa, se no diventa spettacolo televisivo. Ogni spettacolo cambia ogni sera, perché lo spettatore è diverso e ogni pubblico è diverso. Da sempre si ha la sensazione che quando si va a teatro, si vada a vedere qualcosa di lontano dalla vita reale, invece il teatro è quel luogo in cui la vita diventa più vivida, più reale, come vista sotto la lente di ingrandimento. Quindi, cosa c’è di più concreto che un’azienda che lavora? Sento che c’è uno scambio continuo tra il teatro che può dare uno sguardo poetico all’azienda, che riesce a narrare in poche parole la sostanza di una cosa (in questo caso l’anima dell’azienda che può essere vista solo da fuori)…mentre l’azienda aiuta il teatro a confrontarsi con tematiche attuali.

• Il tuo rapporto con Vercelli?

L.G.: Mi ha molto affascinato il fatto che un’azienda come Soluzioni Edp sia collocata in un territorio che apparentemente è sempre stato narrato per una realtà, quella contadina, agricola, delle risaie, che ha una natura molto evocativa. Invece, grazie anche all’incontro con questa azienda, emerge un territorio che ha un aspetto nuovo e sorprendente, dove si fa innovazione e dove c’è comunicazione con il resto del mondo. Il territorio vercellese si amplifica grazie all’informatica. Grazie alla tecnologia, ogni piccolo territorio può diventare il centro di un mondo e tutto questo è molto affascinante, si può restare a casa propria, conservare le proprie tradizioni e al tempo stesso essere innovativi e far crescere il territorio. Un territorio che è sempre stato conosciuto primariamente come territorio agricolo e contadino (con tutta la mitologia delle risaie) può diventare anche un nuovo centro di sviluppo. Le due anime possono convivere, anzi io credo che la grande sfida dell’Italia sia proprio quella di far scaturire l’innovazione non accentrando centri (come accade in America), ma mantenendo la propria identità territoriale. Questa è la grande sfida del nostro territorio (Pianura Padana e Italia in generale): medie aziende che producono ricchezza distribuite sul territorio e non grandi metropoli che accentrano e tutto questo può essere possibile grazie alla tecnologia. A noi piace vivere il nostro territorio: a me piace camminare nelle risaie e guardare il Monte Rosa. E quindi perché rinunciarci e al tempo stesso non sentirsi cittadini nel mondo?

• Teatro e informatica: cos’hanno in comune?

L.G.: E’ interessante questa domanda soprattutto se si prende come riferimento la definizione di informatica: è la scienza che si occupa del trattamento dell’informazione mediante procedure automatizzabili, cioè informazioni che devono essere ripetute attraverso procedure. Il linguaggio teatrale è esattamente questo con una differenza che lo rende completamente diverso: il teatro è continua ripetizione di procedure (recitare vuol dire “continuare a dire”) però non automatizzabili. Qual è la differenza? Nel teatro la procedura è ripetuta ma mai in modo automatizzato, perché deve rimanere sempre umana. Invece nell’informatica, la procedura ottiene il suo massimo risultato quando questa funziona in maniera perfetta. Teatro e informatica dunque sono molto vicine ma c’è poi un punto in cui deviano, vanno in direzioni opposte. L’informatica mi affascina ma è uno dei codici che conosco meno. La guardo come si ammira qualcuno che conosce il sanscrito. Fortunatamente, ho accanto a me persone che la comprendono molto meglio. Tante volte la gente mi chiede “ma non sei stufa di ripetere i tuoi spettacoli migliaia e migliaia di volte?” e a me verrebbe da chiedere ad un computer “ma non sei stufo di tutti questi calcoli!?!” “Io non sono stufa perché per me ogni volta è sempre diverso, perché ogni volta ci si rinnova”. Chissà cosa succede al computer? Alcuni scienziati danno per scontato che tra trenta/quarant’anni per metà noi dovremo accettare di essere diventati cyborg!

Se questa chiaccherata ha acceso la vostra curiosità, ora non vi resta che bloccare le vostre agende:

 22 SETTEMBRE TEATRO CIVICO DI VERCELLI

Vi aspettiamo per trascorre un pomeriggio di festa.

ARCHIVIO


Soluzioni EDP® s.r.l. P.IVA IT 01363730027 Vercelli Italy ( Dati societariPrivacy Policy ) ©1982-2017 all rights reserved
®Tutti i marchi citati sono registrati dai legittimi proprietari

La pubblicazione o duplicazione anche parziale non autorizzata dei materiali contenuti in questo sito verrà perseguita a norma di legge

credits